Leon ed Isabelle, di Daniele Chiarella (recensione libro) 01 / 05 / 2012 - La Edizioni Parole & Musica ha pubblicato un libro dal titolo "Leon e Isabelle", di Daniele Chiarella. L'autore, che conosciamo per la sua attività musicale quale leader dei "Fanali di Scorta", si propone questa volta con un racconto che è un omaggio ad una donna, una donna importante… sua nonna. Ha dato così corpo ad una singolare ballata in prosa dove ha voluto unire insieme i ricordi di guerra della nonna con la forte volontà di mettere in luce non solo la drammaticità del periodo ma anche le forti contraddizioni che porta e fa emergere.
Molti dei personaggi di "Leon ed Isabelle" sono realmente esistiti. "E’ stato un viaggio a ritroso attraverso le personalità e le emozioni della mia famiglia -ci ricorda Chiarella-. Ora non sono sicuro che le sensazioni da me raccontate siano esattamente quelleprovate dai personaggi, ma penso di esserci andato vicino e questo mi ha reso criticamente fiero delle mie radici.
Il conflitto mondiale per Daniele "... è un pretesto, uno sfondo per analizzare i turbamenti e le feroci sensazioni che possono scaturire quando ci si trova di fronte a situazioni disumane. Perché la violenza è disumana e contraria alla nostra intelligenza e questo è ovvio, ma credo sia più atroce essere costretti a doversi difendere dalla brutalità e dalla prevaricazione. A quel punto ognuno sceglie la sua via ed è molto difficile giudicare quale possa essere la giusta soluzione.. .
Un libro intenso, che per la piccola casa editrice -teniamo a sottolineare- è una nuova occasione per dare voce ai giovani o parlare di loro come già avvenuto con le precedenti opere: "E’ stata pura gioia" e "Teresa va in piscina".
La postfazione del libro: Prendete una sfera, qualsiasi tipo di sfera. Guardatela, giratela, cercate di segnarvi i confini. Ma ci sono confini in una sfera? I confini segnano i limiti, il nostro vivere è fatto di limiti, prima di tutto quelli naturali: nascere, crescere, procreare, morire.. Nel tempo del vivere si può amare ma anche uccidere. Quel tempo, quello dell’uccidere, è quello della guerra, un tempo che appare privo di sfere ma pieno di cubi con i loro limiti e confini. Il tempo di guerra è il tempo della cesura, del taglio, della morte. Il tempo di guerra è ricco però di storie di sfere, storie di vita che vanno oltre la morte. Una di queste è la storia di Isabelle... una storia che Daniele avrebbe potuto costruire con passione retorica, scrivendo della bestialità della guerra, della violenza, dell’odio, ponendo così dei limiti al racconto... ma non lo ha fatto, anzi, ha giocato con i caratteri e i punti di vista dei personaggi protagonisti della storia. Isabelle, Leon, Chantal, Nicolas, Heinrich, gli abitanti di Chalindrey. Per casualità, o destino, cercano di seguire la propria natura, le proprie convinzioni, vivere le proprie esperienze. Ma l’incrocio delle loro vite abbatte tanti confini reali e immaginari. Donne, creature di vita, come la madre di Isabelle, Chantal e il suo Leon; donne come la madre di Heinrich, il soldato tedesco, il boia, il prigioniero. Uomini, per Daniele, come muri. Leon rude come il padre di Heinrich. Heinrich, invece, non vuole imitare il padre. Due uomini, con le proprie certezze, che pensano di essere dalla parte della giustizia, della libertà ma che creano limiti, che uccideranno e che quindi tracceranno una fine. “Ma ad ogni fine c’è un nuovo inizio..”.
(Dario De Vecchis)
Leon e Isabelle di Daniele Chiarella Edizioni Parole e Musica 88 pagine 5 euro
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